Sei mesi dopo: la strada verso la 1.0.0
Ho attivato il controllo delle licenze e dimenticato la licenza della nostra demo. Sei mesi dopo il primo commit, il prodotto continua a correggere anche me.

Appunti dal lavoro vero: software che prende forma, idee da mettere alla prova, un libro in scrittura e conversazioni di vendita.
Non un manuale.
Una traccia di quello che succede.
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Ho attivato il controllo delle licenze e dimenticato la licenza della nostra demo. Sei mesi dopo il primo commit, il prodotto continua a correggere anche me.

Per sei mesi ho scritto «item». Questa settimana ho provato a immaginare quella parola in ufficio, detta da chi dovrebbe usare il prodotto.

Ho provato a chiedere all’AI risposte più piccole: una scelta, un sì o un no, un punteggio. La parte importante è cosa succede quando non sa rispondere.

I ruoli generali non bastavano più. Ho lavorato sui permessi per reparto e scoperto quanto contino i percorsi di accesso meno visibili.

A maggio mi chiedevo che cosa cambiasse nel costruire software. Tornando al libro, la domanda è diventata più precisa: come capisco se posso accettare ciò che ho delegato?

Ho lavorato sul Metodo M.A.G. e sul registro delle attività. Due parti diverse della stessa esigenza: capire perché facciamo una scelta e poterla ricostruire.

Il processo sapeva gestire i dati del contratto, ma il contratto era ancora altrove. Ho lavorato per portare anche i documenti dentro la pratica.

Chiedevo a un operatore di compilare del JSON per avviare un lavoro. Riguardarlo mi ha fatto capire quanto stessi ancora pensando da chi costruisce.
