Sei mesi dopo: la strada verso la 1.0.0
Sei mesi di FlowSharp: una demo bloccata dalla licenza, la scala di decisione AI e un bilancio di ciò che funziona e di ciò che resta prima della 1.0.0.

Sabato apro la demo e trovo «Installazione senza licenza». L’estensione non risponde, alcune analisi sono bloccate.
Il sistema sta facendo esattamente ciò che gli abbiamo chiesto. Una licenza non attivata lascia quelle funzioni fuori dal piano disponibile. Avevamo semplicemente dimenticato di attivare la nostra prima di aggiornare.
Ho aggiunto il controllo al percorso di rilascio, prima e dopo il deploy. Poi mi sono fermato a fare il bilancio di questi sei mesi.
Il prodotto incontra le proprie regole
Il lavoro sulle licenze comprende la sincronizzazione con il portale, il file firmato per le installazioni senza internet e un periodo di tolleranza quando il portale non risponde.
Una licenza sospesa deve permettere di leggere i dati e completare il lavoro già avviato. Non voglio che un problema di rinnovo renda le pratiche inaccessibili.
Ho corretto anche il Copilot: proponeva nomi di attività troppo lunghi per il database e, non capendo il fallimento, ripeteva la stessa proposta. Era un altro punto in cui il percorso reale smentiva una prova riuscita in condizioni favorevoli.
Una decisione può richiedere tre passaggi
Con la v0.94.0 è arrivata la scala di decisione.
Prima prova System One. Se non raggiunge la confidenza richiesta, interviene System Two, senza vedere la prima risposta. Se resta incertezza, decide una persona. Il ripiego si estende anche agli esiti inattesi delle integrazioni.
È un modo più articolato di affrontare la domanda iniziale del progetto: chi interviene quando il processo non può andare avanti da solo?
Che cosa mi dicono sei mesi
Il primo commit è del 16 aprile. Oggi il registro conta 6.400 commit e circa 290 versioni. Ho raccontato ventisette settimane, compresa quella prima del codice.
Il numero che mi interessa meno è quello da usare come prova di velocità. Le correzioni più importanti sono spesso arrivate dai tester: persone che non conoscevano le mie scorciatoie e non sapevano quale percorso avrei preferito vedessero.
Rifarei il lavoro con gli agenti. Cambierei invece il ritmo con cui ho distribuito tutto: a luglio le versioni arrivavano così spesso da rendere difficile provarle con calma. Adesso distinguo lavoro interno, demo e canale stabile.
Un audit interno ancora in corso ha raccolto novantadue osservazioni. Ci sono questioni sui diritti delle persone, sulle decisioni automatizzate e sulle prestazioni che devo affrontare prima di considerare chiuso il percorso. Un controllo interno non è una certificazione.
La 1.0.0 non è ancora qui
Per me dovrà significare licenza attiva e prima installazione presso un cliente. È una tappa da raggiungere, non un risultato che voglio anticipare nel racconto.
SSO aziendale e Control Room sono ancora indicati come «in arrivo». La fase Loop, i crediti AI gestiti, il lavoro sui documenti e i passaggi di approvazione hanno specifiche o percorsi da completare. Anche il manuale del Metodo M.A.G. ha per ora un indice.
La lista è lunga. La prova che mi interessa più di tutte resta semplice da formulare: un’azienda che apra FlowSharp ogni mattina perché le serve davvero.
Se ripenso al primo appunto, quello sul processo nella testa del senior, il problema da cui sono partito è ancora lì. Adesso ho molto più codice con cui provare a risolverlo, e una conoscenza migliore di ciò che mi manca.