Rivoluzione Lowcode

Rivoluzione Lowcode: riscrivere le domande, non solo gli strumenti

Appunti di maggio sul nuovo Rivoluzione Lowcode: scrivere nell’era agentica significa ripensare il rapporto tra descrivere un problema, costruire e verificare.

Rivoluzione Lowcode: Rivoluzione Lowcode: riscrivere le domande, non solo gli strumenti. Illustrazione editoriale del Diario.

Sto lavorando al nuovo Rivoluzione Lowcode e mi accorgo che un aggiornamento fatto soltanto di strumenti nuovi mi lascerebbe insoddisfatto.

La programmazione agentica cambia parecchio. Posso descrivere un lavoro, affidarne una parte a un agente e ricevere codice su cui continuare a ragionare. È una possibilità concreta, che sto esplorando anche costruendo FlowSharp.

Ma se nel libro mi limitassi a raccontare quanto si può produrre in meno tempo, mancherei la parte che oggi mi interessa di più.

Che cosa bisogna saper chiedere

Nel Low-Code si lavora spesso attraverso componenti e regole che rendono più accessibile la costruzione. Con un agente posso esprimere una richiesta in linguaggio naturale e lasciare che sia lui a scegliere diversi passaggi tecnici.

Sono approcci che possono incontrarsi. Non li considero sinonimi.

In entrambi i casi devo capire il problema. Con l’agente diventa particolarmente facile confondere una richiesta scorrevole con una richiesta precisa. «Gestisci le approvazioni» suona chiaro finché non provo a dire chi può approvare, che cosa vede, quali eccezioni deve gestire e dove deve restare traccia della decisione.

È su questo passaggio che voglio lavorare nel libro: aiutare a formulare le domande, prima di mostrare quanto velocemente possa arrivare una risposta.

Il risultato va ancora guardato

Un’applicazione che si apre senza errori dà una soddisfazione immediata. Non mi dice però se ho risolto il problema per la persona che la userà.

Devo provare i casi scomodi: dati mancanti, permessi diversi, azioni ripetute, risposte che arrivano in ritardo. E devo riuscire a spiegare perché considero accettabile il risultato.

Non vorrei raccontare questi controlli come una parentesi prudente dopo la parte interessante. Per me fanno parte del lavoro, allo stesso titolo della costruzione.

Un libro ancora in lavorazione

Non sto annunciando una data di uscita. Sto cercando il modo giusto di aggiornare un ragionamento a cui tengo.

Vorrei parlare a chi conosce il proprio lavoro e vede nuove possibilità, ma non vuole scambiare l’accessibilità con l’assenza di responsabilità. A volte quella persona sarò io, con una richiesta da riscrivere perché avevo lasciato troppe cose implicite.

Se riuscirò a far entrare anche questa fatica nel libro, l’aggiornamento avrà per me un senso.

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