I processi nella testa del senior
Da una domanda ricorrente nelle PMI nasce XFLOW: un progetto per rendere visibili processi, responsabilità e decisioni. Questa settimana ci sono solo appunti.

Questa settimana ho scritto parecchio, ma neanche una riga di codice.
Negli appunti il progetto si chiama XFLOW. Il nome può aspettare. Vorrei capire bene che cosa sto cercando di risolvere, prima di cominciare a costruire.
La situazione da cui parto mi è familiare. Entro in un’azienda e chiedo come funziona la gestione degli ordini. Qualcuno indica una persona: bisogna chiedere a lei. Conosce i passaggi, sa quali clienti richiedono un controllo in più, ricorda chi avvisare quando manca un documento. È una competenza preziosa. È anche un punto fragile, perché quel lavoro deve continuare quando lei non c’è.
La parte che l’automazione lascia fuori
Negli anni ho visto collegare gestionali, far partire email, trasferire dati senza più copiarli a mano. Sono miglioramenti utili. Eppure, alla domanda «a che punto siamo con questa pratica?», spesso si continua a rispondere cercando qualcuno al telefono.
È questa la distanza che vorrei ridurre.
Nel libro Rivoluzione Low-Code ho raccontato quanto sia diventato più accessibile costruire software descrivendo il risultato desiderato. Continuo a crederci. Ora però sento il bisogno di lavorare sulla continuità: cosa succede dopo che abbiamo creato l’automazione? Chi se ne occupa? Come ci accorgiamo che è ferma?
Con gli agenti AI queste domande diventano ancora più importanti. Se un agente approva un passaggio, voglio sapere sulla base di cosa l’ha fatto. E voglio poter prevedere il momento in cui deve fermarsi e chiedere a una persona.
Sette impegni, prima del primo commit
Ho fissato sette principi. Il motore dovrà conoscere gli stati di una pratica e i passaggi consentiti, conservare lo storico delle decisioni e tenere insieme attività umane, automazioni e AI. Dovrà reagire agli eventi e alle scadenze, separare i dati delle diverse aziende e poter essere installato sia nel cloud sia presso il cliente.
Per le integrazioni voglio appoggiarmi a n8n: rifare collegamenti che esistono già mi allontanerebbe dal problema.
Resta un punto a cui tengo molto: misurare. Conoscere entrate e uscite dalle fasi può aiutarmi a capire dove si perde tempo. Da lì, forse, riuscirò a distinguere un miglioramento reale da una buona impressione.
Una prova anche per me
Costruirò con gli agenti di coding. A me resteranno specifiche, scelte e verifiche: una divisione del lavoro che sulla carta sembra chiara, ma che devo ancora mettere alla prova su queste dimensioni.
Comincio il diario prima del primo commit proprio per questo. Voglio ricordarmi anche quello che oggi non so, senza sistemare il racconto a posteriori per far sembrare tutto inevitabile.