Ferragosto, le cose noiose ma vitali
A Ferragosto il lavoro su FlowSharp riguarda esiti degli eventi, tentativi falliti e allarmi: rendere visibili i problemi che possono restare silenziosi.

Questa settimana ho lavorato su cose difficili da mostrare in una schermata.
Un evento consegnato. Un tentativo fallito che si può recuperare. Un allarme che arriva quando il motore smette di avanzare. Non sono aggiunte particolarmente appariscenti, ma mi accorgo che determinano quanto riesco a fidarmi del sistema quando non lo sto guardando.
Dopo il lavoro delle settimane scorse, avevo bisogno di seguire meglio quello che accade tra l’avvio di un’automazione e il suo risultato.
Inviato a chi, con quale esito?
Ho reso più espliciti gli esiti degli eventi: consegnato, saltato, fallito.
Un fallimento non deve sparire in un registro tecnico che qualcuno forse consulterà. Ora c’è una coda dedicata ai tentativi non riusciti, con la possibilità di riprovare. La chiamiamo dead-letter queue; per me è soprattutto il posto in cui posso ritrovare un lavoro che richiede attenzione.
Ho aggiunto anche gli allarmi per gli stalli e i rallentamenti dei worker. Voglio capire se il motore è vivo nel senso utile del termine: non soltanto acceso, ma capace di portare avanti quello che gli è stato affidato.
Gli avvisi che avevo già considerato fatti
Le notifiche SLA erano configurate, ma non venivano inviate come dovevano.
L’ho corretto nella v0.83.2. Non mi consola molto il fatto che la configurazione sembrasse completa: dal punto di vista di chi aspetta l’avviso, non cambiava nulla.
È una verifica che devo continuare a ricordarmi. La presenza di un’impostazione non dimostra che il percorso funzioni. Bisogna arrivare fino alla persona che dovrebbe accorgersi del problema.
Anche la gestione delle versioni immutabili ha richiesto attenzione: i passaggi collegati devono essere coerenti tra loro. Se un’operazione non può essere completata, non voglio lasciare metà risultato e una situazione difficile da ricostruire.
Novantadue commit poco fotogenici
Sono uscite quattro versioni, dalla v0.82.0 alla v0.83.2. Ho sistemato anche il collegamento automatico dell’estensione Chrome e annotato il tema della memoria del server.
Mi fa piacere chiudere una settimana con una funzione nuova da provare. Questa volta il risultato è diverso: avere più modi per accorgermi quando qualcosa non funziona.
Non rende il prodotto infallibile. Mi permette almeno di fare meno affidamento sulla speranza che, se c’è un problema, qualcuno finirà per notarlo.